Una cronaca del 1958 :

 

Cronaca del 1958 scritta da Mons. Raspini:

Dal 12 al 19 ottobre 1958 si svolgono a Faella solenni festeggiarnenti per un particolare avvenimento. Viene ricordato il centenario della traslazione del venerato corpo di S. Vitalissimo. La Reliquia destò in questa circostanza tanto interesse non solo nei faellesi ma anche nei fedeli dei popoli vicini che accorsero numerosi, raccolti e devoti ad onorarlo.

Le ossa di S. Vitalissimo si trovavano in Firenze presso la signora Marchesa Rinuccini. Questa, che aveva possessi a Faella e la villa a Renacci, pensò di farne dono alla nostra chiesa di S. Maria perché il Santo potesse essere più conosciuto e maggiormente onorato e venerato. La proposta fu accolta con gioia dal priore D. Domenico Antonielli e dal popolo. Sei uomini di Faella volenterosi ed entusiasti, si offrirono per trasportare le ss.ossa nel loro borgo. Le memorie della chiesa ci hanno conservato i loro nomi. Essi furono: Ernesto Mannozzi, Luigi Corsi, Carlo Bacciarini Luigi Carbonai Francesco Renzi e Francesco Raspini.

Questi si mossero a piedi, come in pio pellegrinaggio e si portarono a Firenze, dove prelevarono dal palazzo Rinuccini il sacro deposito contenuto in un urna a cristalli, intagliata e dorata. Se la posero sulle spalle e mossero contenti e soddisfatti alla volta di Faella. Avevano iniziato da poco il viaggio di ritorno quando ad un tratto furono costretti a fare una poco piacevole sosta. Alla porta S. Niccolò si incontrarono con gli ufficiali delle Gabelle cittadine che vollero sapere il contenuto dell'urna che essi portavano e la sua provenienza. Si affrettarono a dar loro le necessarie spiegazioni. I gabellieri non credettero alle loro parole e sospettando che si trattasse di refurtiva sequestrarono l'urna e chiusero gli uomini in guardina in attesa di accertamenti, Avuta conferma dalla famiglia Rinuccini della verità delle loro affermazioni essi, dopo poche ore, poterono riprendere il cammino. Lo spiacevole episodio non li demoralizzò, ma anzi aumentò il loro entusiasmo.

Giunti a Figline si portarono presso il Monastero della S. Croce dove le monache agostiniane rivestirono di ricchissime vesti di seta rossa le ossa del Santo che furono ricollocate nella stessa urna, dove si trovano ancora. Era il sabato antecedente alla 3° domenica di ottobre, quando avvenne la traslazione da Figline a Faella. Il popolo andò incontro processionalmente al venerato corpo. La notizia di questo trasferimento si diffuse ben presto nei paesi e nelle campagne vicine. Scesero dai monti e vennero un po' dappertutto i fedeli a rendergli omaggio. Si formò una processione che, come dicono le memorie, dalla Collegiata di Figline raggiungeva la località di Montalpero, cioè copriva quasi la metà della distanza fra Figline, e Faella.

Il corpo del santo fu accolto a Podio devotamente dal popolo festante e posto sotto l'altare maggiore della chiesa di S. Maria dove rimase fino all'ultima guerra. Era il 16ottobre 1858. La data rimase memorabile nella storia della nostra chiesa. Il giorno seguente furono tenute in onore del santo solennissime funzioni alle quali partecipò molto popolo. La devozione verso S. Vitalissimo andò sempre più aumentando.

Ogni anno, nella 3° domenica di ottobre, se ne celebra la festa, si porta la s. reliquia in processione per le vie della parrocchia stipate di fedeli venuti anche dalle località vicine. (..) Secondo l'iscrizione. S. Vitalissimo era un giovane di 25 anni, che subì il martirio il 4 di giugno e fu sepolto nelle Catacombe o Cimitero di S. Ciriaca, dal quale fu tratto poi il suo corpo. L'ampolla di sangue contenuto nell'urna testimonia la verità del suo martirio. Si tratta quindi di un martire dei primi secoli della chiesa, che portava il nome di Vitalissimo.

Le feste del Perdono, con il Palio delle Contrade, e iniziative religiose e di folklore, prendono il via in quegli anni e proseguono fino ad oggi. Un patrimonio da non perdere, con l'impegno e la partecipazione di tutti, come occasione di incontro e di unità di tutta Faella.