Un po' di storia :

 

 

Vista panoramica di Faella
Vista panoramica di Faella

Faella località del Valdarno Superiore nel Comune di Pian di Scò è posta alla destra dell'Arno. Attraversata interamente dal torrente Faella dal quale prende nome. In origine due erano i paesi che prendevano nome dal torrente: Faella (la parte bassa vicino al fiume omonimo) e Favilla (la parte alta che si spingeva verso il torrente Resco). Si può ancora leggere nei Decimari Vaticani dei due paesi, anche se confinanti e continui. Ogni paese aveva la sua chiesa: S. Maria a Faella e S. Michele a Favilla.  

S. Maria a Faella era nell'antichità una semplice curanzia, aveva cioè un curato alle dipendenze dei Pievano di Scò, ma con l'aumento della popolazione Mons. Lorenzo della Robbia la elevò nel 1637 a Prioria, e nel 1899 prese il titolo di Propositura, vista l'importanza assunta dal Borgo. Per quanto riguarda S. Michele era una chiesa di modeste proporzioni, situata in alto su un terreno soggetto a continuo franamento. Per ragioni di staticità fu soppressa dal Vescovo Tedice nel 1311. La chiesa divenne Oratorio e la comunità di Favilla fu riunita a quella di Faella. Civilmente però erano ancora due paesi separati come si può rilevare dagli Statuti Fiorentini dei 1355 e dei 1415 poi con il passare dei tempo Favilla perse la sua importanza, e divenne parte integrante di Faella.

Bombardamenti a Faella
Bombardamenti a Faella

Il Borgo di Faella nel medioevo faceva parte del contado fiorentino e come tale era quindi soggetto a Firenze, al suo Comune e alla sua Signoria; aveva il suo castello,situato sull'Appennino del Pratomagno, con il suo feudatario. Del castello non rimane più nulla perché crollò con lo smottamento dei terreno friabile. Come tutti i popoli anche quelli di Faella e Favilla non sopportavano i soprusi e le prepotenze dei feudatari, quindi insorsero e formarono il loro libero comune medioevale.

Durante la seconda guerra mondiale, Faella fu completamente distrutta, ridotta a un cumulo di macerie, l'esercito tedesco fece saltare in aria palazzi, strade e ponti, per rallentare la marcia degli eserciti alleati. In questo frangente gran parte dei patrimonio artistico dei paese andò distrutto come ad esempio il palazzo della Famiglia Antonielli e quello del Patriarca Altoviti. La chiesa con il suo campanile fu l'unica a rimanere in piedi anche se seriamente danneggiata.

Ma il popolo di Faella non si scoraggiò, e dopo la catastrofe si rimboccò le maniche e ricostruì tutto ciò che era andato perso. Il Borgo tornò a nuova vita, e iniziò il suo cammino fino a diventare l'unica importante frazione di Pian di Scò.